giovedì 1 marzo 2012

Dal GdR alla scrittura di un libro: parte 1

Giornata di grandi pulizie: aggiornato l'indice, aggiornata la lista di manuali di scrittura, aggiornata la lista dei link. Questa è anche la giornata in cui ho trovato un pacco di articoli scritti a metà, e ho deciso di completarne uno a caso. L'articolo in questione è la prima parte della nostra guida che aiuta i gdristi, ovvero coloro che sono soliti scrivere in giochi di ruolo via forum o via chat, ad approcciarsi alla scrittura di un libro. Trovate l'introduzione qui.
La guida è opera di [Salshep], io mi limito a tradurla perché è roba interessante e non siamo tutti anglofili.

Parte 1: la tua sintassi è stata mangiata da un Grue

Difficile che conosciate i Grue se non avete mai giocato a Zork.
Vi basti sapere che è hanno un certo appetito.


Il termine "sintassi" si riferisce alle regole delle grammatica e della costruzione di una frase proprie di ciascun linguaggio. Inizierò questa guida parlando di problemi di sintassi, perché le frasi al passivo e/o con struttura contorta e innaturale spesso indicano che uno scrittore ha speso un mucchio di tempo nel mondo dei giochi di ruolo. Una sintassi al passivo o innaturale è anche il principale "crimine contro la fiction" che viene commesso dal gdrista standard mentre cerca di passare alla scrittura di narrativa.
Spiegherò ora la differenza tra la "voce" attiva e passiva nelle frasi, e perché le frasi attive sono più desiderabili nella narrazione.
Un'azione attiva rende il soggetto il punto focale dell'azione. Una frase passiva dà invece risalto ai verbi, e ciò può rendere il soggetto e le sue azioni poco chiare.

Esempio 1: tipico uso di "voce" passiva.
"La spada venne fatta ondeggiare con potenza, impugnata dal possente braccio del cavaliere Xilbiano."


Esempio 2: la stessa frase, con una "voce" attiva:
"Il cavaliere Xilbiano agitò la sua spada in un potente arco."


Esempio 3: rendiamola nuovamente passiva:
"La spada del cavaliere Xilbiano venne fatta calare in un potente arco."


Considerazioni:
- Dobbiamo leggere la prima frase fino in fondo per scoprire chi sta facendo cosa, e a chi sia spada che braccio appartengano.
- Nella seconda, sappiamo subito di chi è la spada: l'azione è quindi più diretta e immediata, che generalmente equivale a un'esperienza più appassionante per il lettore.
- Nel terzo esempio, non è chiaro chi o cosa stia agitando la spada, anche se ci viene detto che appartiene al cavaliere Xilbiano.

Pochissimi autori di successo utilizzano di solito la voce passiva. Quelli che lo fanno la usano con consapevolezza, sapendo di fare una precisa scelta stilistica. Posso garantirvi, però, che hanno speso parecchio tempo per padroneggiare le basi della scrittura in una voce attiva prima di presentare scritti in una strana sintassi ai loro editor.

Ci sono tre eccezioni alla regola del "la voce attiva è migliore". Esse sono, secondo il sito web del New York's Empire State College:
1. Quando il soggetto dell'azione è sconosciuto o ininfluente:
"Ogni anno milioni di persone vengono spinte a credere che vinceranno alla lotteria."

2. Quando volete attrarre attenzione sulla persona, il posto o la cosa su cui si agisce:
"John Kennedy, Martin Luther King, and Robert Kennedy furono tutti assassinati nella stessa decade."

3. In tecniche di scrittura che richiedono una voce impersonale, come un brano scientifico, che spesso descrive procedure - e non l'individuo che le esegue:
"I becker devono essere riempiti con la soluzione chimica, e venire poi monitorati ad intervalli di tre ore."

Un altro problema che osservo di solito nella scrittura dei gdristi è l'inversione, o "scrittura yoda" come mi piace chiamarla, in cui le persone contorcono inutilmente la struttura corretta di una frase, solitamente per rendere la loro scrittura più "medievale" o drammatica.
Esempio: "sulle Colline della Rovina, essi opposero la loro resistenza"
Invece di: "resistettero all'attacco sulle Colline della Rovina."

Ora, l'esempio numero uno suona piuttosto epico e, davvero, non avrei un infarto nel vedere una frase simile nel momento clou di un libro, nel combattimento finale o cose simili.
Guardiamo, piuttosto, ad un esempio in cui l'inversione non funziona affatto:
Esempio: "Sull'uscio, su cui scoprì arcani sigilli cosmici incisi, Lockjaw, il barbaro dai pugni come prosciutti, stava."
Sono sicuro che potete capire da soli perché questa frase non funziona, anche se avrebbe potuto essere un post accettabile in un gdr (NdZero: ma io lo mangio in giocatore che mi scrive una frase simile, altro che accettabile). Immaginate una storia di 8000 parole - o peggio, un libro interpo - pieno di frasi come questa. Non vi ucciderebbe dalla noia - o dall'esasperazione - dopo qualche pagina?
E guardate tutte quelle virgole! Se la vostra frase ha così tante proposizioni come quella di cui sopra, allora quasi sicuramente state scrivendo in una voce passiva.

Ora, giusto perché non pensiate che io stia facendo il criticone, vorrei offrirvi un mio vecchissimo post gdr per analizzarlo. Ho evidenziato tutti gli ovvi "crimini di sintassi", includendo le sentenze e le frasi che costituiscono scrittura al passivo e inversione. Ne ho probabilmente mancati un paio, ma il senso è quello:

Tenebrae stava levitando sull'entrata dell'entrata in rovina del castello. Avvolta in stoffa d'ombra dal capo ai piedi com'era, tutto quel che si poteva vedere di lei - se ci fosse stato qualche osservatore folle abbastanza da frapporsi tra predatore e preda - sarebbe stato il pallido bagliore della sua liscia fronte, e un paio di occhi verdi intensi e pallidi che scintillavano nella luce grigiastra che precedeva l'alba.


L'oggetto del suo scrutare era esso stesso un ombra - una corta, rotondeggiante ombra che tremava da capo a piedi e si stava schiaffeggiando le braccia in un tentativo di tenersi al caldo. Ogni tanto faceva un passo avanti dal bordo della strada alla sua superficie compattata per andare a scrutare verso ovest. Il suo respiro risplendette bianco nella luce malata del mattino mentre sospirò. La carrozza era in ritardo, e il mercante doveva occuparsi di importanti affari al mercato. Se avesse perso la barca, sicuramente l'intero affare sarebbe fallito, e gli sarebbe costato un braccio e una gamba nel processo. Strofinandosi la fronte stempiata con il dorso della mano per togliere l'umidità della nebbia che si era raccolta lì, l'uomo si accigliò e tornò sul ciglio erboso non lontano da un sentiero incolto che portava alle rovine della fortezza del mago arcano. E, come un ragno nella sua tana, la necromante stava lì aspettando.


Dita d'avorio comparvero sul bordo della porta mentre lei la spingeva per aprirla. Il seguente cigolio dallo stipite rugginoso le fece digrignare i denti, bianchi e affilati - sicuramente l'uomo aveva udito, e la festa era fnita? Ma no, egli era ancora ignaro, intento a saltellare e strofinarsi le braccia per tenersi al caldo. I sottili rumori del mondo non erano qualcosa a cui il grezzo uomo d'affari fosse solito prestar ascolto, comunque. E fu così che Draggard il mercante fu molto sorpreso nel trovare i propri canali respiratori improvvisamente otturati dal passaggio di una garrotta coperta di polvere di diamante, girata stretta intorno al suo grasso collo e tirata all'indietro con la forza brutale posseduta dalla sua nemesi vampira.


Tene fu lieta che il metodo della garrotta, insieme al ben nutrito corpo di Draggard, le permisero di ripararsi dallo spruzzo di sangue che s'arcuò dal collo di lui per schizzare la pallida argilla della strada. Non sarebbe stato appropriato gocciolare sangue se avesse avuto una chance per incontrare il suo Capitano no, giusto?
Il corpo del mercante ricadde pesantemente a terra. La necromante aggirò la carcassa gorgogliante mentre cadeva, e non spese tempo a frugare tra gli effetti personali dell'uomo. Chiaramente, non era in cerca di nutrimento. Il sottile, nero contenitore che la vampiressa "liberò" da una tasca nel mantello del fu Draggard era la ricompensa che cercava.

Rabbrividirei se qualcuno provasse a commentare questo post come se fosse un pezzo di fiction. Ma sapete - come un post per un gdr, non è così male. Certamente è stato divertente da scrivere, e l'altro giocatore si è divertito nel rispondere.
Non è, però, un buon pezzo di fiction, o un esempio di scrittura decente. Tuttavia è di certo evocativo, e questo è quel che vuoi da un'esperienza di roleplay.
Ma il gdr non è della stessa razza della fiction, e opera sotto un set di circostanze totalmente diverso.


Nella parte 2, esplorerò le varie differenze strutturali tra la fiction e il tipico stile di scrittura da gdr, e anche alcuni problemi tipici che i gdristi devono affrontate quando iniziano a scrivere altro.

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